Kuwait, i nostri Tornado nella base aerea Al Jaber


 

Per la prima volta, da quando è partita, oltre un anno e mezzo fa, la missione aerea italiana in Iraq, dislocata in tre basi in Kuwait, ha concesso l’ingresso di un giornalista. Rainews 24 ha potuto così vivere per una settimana con i piloti dei Tornado di Al Jaber, assistere ai breefing delle missioni, accompagnare i piloti fino alla scaletta degli aerei e salutari al decollo.
Volare con i rifornitori KC 767 basati ad Al Mubarak. Sorvolando il deserto con affianco i caccia italiani intenti a rifornirsi per poi raggiungere le zone controllate dall’Isis in Iraq dove effettuare le loro ricognizioni fotografiche.
Osservare da vicino i drone Predator vedendo con i loro occhi–sensore le bandiere dell’Isis sventolare su una piazza di una città ancora occupata dal ‘califfato’. E poi il deserto, con i pozzi di petrolio, i cammelli, le oasi. Un paese il Kuwait dove tutto è nato. Era il 1990 quando Saddam Hussein lo occupò per impossessarsi delle sue enormi ricchezze. Poi due Guerre del golfo nel 1991 e nel 2003. La morte di Saddam, il disfacimento dell’Iraq e la nascita dell’ISIS. Il nostro Paese fa la sua parte per sconfiggere Daesh e Rainews 24 la sta raccontando